The Hunger that Shaped Our Cities
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La Centrale
Nelle discussioni sulla sostenibilità urbana si parla quasi sempre di mobilità, energia, materiali — raramente del fattore che da millenni plasma il territorio: il cibo. Carolyn Steel, architetta britannica e docente tra Cambridge, LSE e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, porta sul palco di Utopian Hours la sua filosofia pratica.
Autrice di Hungry City (2008) e Sitopia (2020), Steel ha coniato il concetto di Sitopia — dal greco sitos, cibo, e topos, luogo: l’idea che le reti alimentari abbiano determinato l’evoluzione dei nostri corpi, delle nostre case e del paesaggio globale. L’industrializzazione ha allontanato il cibo dalle città, occultandone i flussi e alimentando la crisi ecologica. Steel propone di usare il cibo come strumento politico, economico ed estetico per ricongiungere campagna e città.
Architetta e accademica di fama internazionale, è una delle pensatrici più influenti sul rapporto tra cibo e città. Autrice dei pluripremiati libri Hungry City e Sitopia, esplora come le reti alimentari abbiano plasmato i nostri corpi, le nostre case e l’ambiente urbano per millenni. Il suo concetto di Sitopia (“luogo del cibo”) offre una filosofia pratica: usare il cibo come la lente attraverso cui salvare il mondo e ripensare lo sviluppo sostenibile.
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