A Bridge with No Cars

17:30 - 18:00

La Centrale

La transizione verso la mobilità sostenibile non passa solo dai veicoli elettrici, ma dal ridisegno delle infrastrutture fisiche a favore della mobilità attiva e del trasporto su ferro. Uno degli esempi più discussi al mondo sta prendendo forma in Finlandia. Sul palco di Utopian Hours, l’architetto Tom Osborne (Knight Architects) e Ville Alajoki, project manager per la Città di Helsinki, presentano il progetto dei Crown Bridges.

Kruunusillat è un sistema di tre ponti che collega il centro di Helsinki al nuovo quartiere insulare di Laajasalo: 1,2 chilometri, il ponte più lungo e alto di Finlandia, con un pilone centrale a forma di diamante alto 135 metri. Il progetto è interamente car-free: ospiterà una linea tramviaria veloce — operativa dal 2027 — oltre a percorsi pedonali e ciclabili, già aperti dall’aprile 2026. Osborne e Alajoki racconteranno come hanno completato l’opera in anticipo sui tempi e nel rispetto del budget. Un progetto che sta facendo discutere tutto il mondo.

In qualità di project manager del progetto dei Crown Bridges (Kruunusillat) ad Helsinki, progettato dallo studio Knight Architects, Ville Alajoki ha guidato fin dalle fasi iniziali del 2009 la creazione di un’infrastruttura tranviaria e di mobilità leggera tra Laajasalo, Korkeasaari, Sompasaari e Hakaniemi, ridefinendo le connessioni urbane della capitale finlandese.
Il suo lavoro si incentra su una complessa attività di coordinamento e gestione strategica tra studi di progettazione, sviluppatori e un vasto network di professionisti. Attraverso una supervisione rigorosa e una chiara visione d'insieme, ha assicurato la coerenza operativa di quello che è diventato uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti e dibattuti degli ultimi anni.

Tom Osborne si occupa esclusivamente di progettazione di ponti e infrastrutture da diciotto anni. Il suo team lavora su scale molto diverse, con un obiettivo costante: un design appropriato e coerente, frutto di una lettura chiara dei vincoli progettuali e di una stretta collaborazione con committenti, ingegneri e imprese di produzione.

Osborne crede fortemente nel percorso verso la neutralità carbonica, e in particolare nel ruolo delle infrastrutture nell'innescare stili di vita più sostenibili. Per lui i ponti non sono solo elementi di connessione, ma strumenti di placemaking: contribuiscono a plasmare le città favorendo la mobilità sostenibile, generando valore, aumentando la densità urbana e riducendo le emissioni — sia come opere in sé, sia per gli effetti che producono nel tempo.
I suoi progetti nascono spesso in contesti delicati. Il metodo di lavoro parte dalle persone: un approccio che porta a soluzioni inclusive, capaci di ottenere fin da subito il sostegno degli stakeholder coinvolti.

Osborne fa parte del Knowledge Network dell'ICE e dell'ULI Infrastructure & Development Council. Lavora volentieri al fianco di altri specialisti del settore — ingegneri, progettisti, produttori — per contribuire alla formazione continua e allo sviluppo della disciplina.

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