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Mostre

Placemaking a Torino: 5 progetti per 5 luoghi

Torino Stratosferica presenta cinque semplici interventi di urban design, con cui migliorare (facilmente) altrettanti luoghi in città e dare loro un senso nuovo.

Dall’immaginare la città al progettare luoghi. Il festival mette in mostra per la prima volta una serie di progetti di placemaking ideati e disegnati da Torino Stratosferica, in alcuni casi insieme ad altre realtà che hanno collaborato con l’associazione.

Primo passo sperimentale di un impegno concreto sui luoghi della città, le proposte individuano alcuni spazi non valorizzati ma con grandi potenzialità in quartieri diversi (Barriera di Milano, Borgo Po, il Centro, Lingotto, San Paolo) e immaginano come poter “attivare” questi spazi attraverso interventi a basso budget.

L’obiettivo del placemaking è dare senso a un luogo. Ispirandosi a quanto vediamo nelle altre città, i progetti in mostra vogliono portare nuovo significato a luoghi che ora ne sono privi, con la volontà di affermare usi già espressi dalla comunità locale — e anche convinti dell’opportunità di una certa disobbedienza civile per migliorare Torino oggi.

Le proposte uniscono così creatività, immaginazione e fantasia pratica, per provare a trasformare alcune aree poco utilizzate in luoghi vissuti e dotati di un’identità propria.

Precol-Linear Park

Il parco che fa pendenza

corso Gabetti, tra Borgo Po e Madonna del Pilone

Da anni il tram non passa più e la sede centrale di corso Gabetti è diventata una striscia verde in leggera pendenza, amata dai cani e dai loro accompagnatori. È già tutto pronto: basterebbero pochi interventi per trasformarla in un vero parco lineare, da piazza Borromini a piazza Hermada. Un portale d’ingresso, rimuovere le barriere per creare una nuova piazzetta a metà della striscia verde (all’incrocio con piazza Gozzano e via Moncalvo), magari un bar che sfrutti le pensiline ora inutilizzate: i quartieri di Borgo Po e “Mad Pil” avrebbero il primo parco urbano della precollina torinese.

 

Da un’idea di Luca Ballarini

Sabotinaggio!

Sabotare piazza Sabotino

 

piazza Sabotino, Borgo San Paolo / Cenisia

 

Un sabotaggio in piazza Sabotino.

La piazza, su cui convergono sei strade, è il centro naturale di Borgo San Paolo e Cenisia: da un lato bar, negozi e il cinema di zona; di fronte altre vetrine, la via pedonale e il mercato. Eppure questo ovale non è che un’area di parcheggio e manovra. Per questo proponiamo un sabotaggio.

E se le isole all’interno della piazza si trasformassero in spazi di incontro e di gioco? L’area per bambini più vicina è a diversi isolati di distanza. Il progetto di un mini-parco avventura e un chiosco gestito a rotazione dalle comunità locali si mette al servizio di un quartiere fra i più integrati di Torino.

 

Da un’idea di Edoardo Bergamin

Community Cricket Ground

Un nuovo campo sportivo

 

via Giordano Bruno, Borgo Filadelfia (Lingotto)

 

Cercate via Giordano Bruno su Google Maps e a lato dell’ex Moi troverete la segnalazione di un campo da cricket. In realtà si tratta di un semplice spiazzo in asfalto con un po’ di vegetazione spontanea, che alcuni appassionati usano per giocare a cricket.

Il cricket è uno sport di squadra diffuso nei Paesi legati in passato all’impero britannico, fra cui Bangladesh, India, Pakistan e Sri Lanka. Dopo anni di partite nei parchi e in angoli abbandonati, è giunto il tempo di creare un vero campo, con con attrezzature e spazi di incontro, per tutti coloro che amano giocare a cricket.

 

Da un’idea di Lorenzo Germak e Gianluca Macchi

Pirate Garden

Il giardino che non c’è

 

via Mottalciata angolo via Pollone, Borgo dei Pirati (Barriera di Milano)

 

Le viuzze tra corso Novara e via Bologna pare abbiano un vecchio nome, il Borgo dei Pirati. E infatti custodiscono un tesoro: un capannone di cui rimane lo scheletro (per rimanere in tema), che attende da più di vent’anni che qualcuno abbia il coraggio di riportarlo in vita.

Il progetto è semplice: aprire il cancello, ripulire, abbellire. Lasciando parte dello spazio a giardino e a coltivazione di orti, coinvolgendo gli anziani “pirati”. Erbe aromatiche, alberi da frutto e una serra che replica in piccolo le grandi capriate in ferro, più una zona palco per eventi all’aperto — tutto da ammirare salendo sulla “tolda” di un container terrazza. Il genere di luogo che ancora manca a Torino, e che darebbe uno spazio verde a uno dei quartieri più in trasformazione della città.

 

Da un’idea di Luca Ballarini, Maurizio Zucca, Caterina Giansiracusa.

Piazza Juvollino

The best chill-out plaza in town

 

piazzetta Mollino, Centro

 

Sui due lati lunghi di questa piazzetta sconosciuta al 99% dei torinesi e dei turisti, si confrontano due grandi dell’architettura: da un lato Filippo Juvarra (Archivio di Stato), dall’altra Carlo Mollino (Teatro Regio). Sempre fresca, luminosa, tranquilla, la piazzetta più centrale di Torino è oggi la meno vissuta, mentre sarebbe perfetta per chi vuole fare una siesta lontano dal traffico e dal viavai del centro.

La proposta: un bel bar aperto da mattina presto a mezzanotte, un palco per artisti di strada, una lama d’acqua che specchia e raddoppia le facciate, una tettoia leggera di verde sospeso, un murales che è in realtà wayfinding extra large. Così si potrebbe tornare a frequentare questo luogo unico, in pieno centro storico. Per i turisti, c’è già il claim: “Stress da centro storico? Godetevi la migliore lounge della città!”

 

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con alcuni studenti dell’istituto Alvar Aalto di Torino

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